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05.06.2012 - Strategia terapeutica omotossicologica

L'omotossicologia rappresenta il perfetto punto d'incontro tra allopatia e omeopatia. Secondo i suoi fondamenti, lo stato di salute dell'individuo è interpretato come omeostasi dinamica, ciò significa che la malattia viene valutata come espressione della lotta fisiologica dell'organismo che tende ad eliminare quelle omotossine endogene ed esogene che hanno superato la soglia di allarme.

Il concetto di omotossicologia comprende la diagnosi e la terapia per l'inquadramento delle patologie somatiche ed anche per l'inquadramento delle patologie mentali.

La terapia omotossicologica non elimina il sintomo della malattia bensì lancia un vero e proprio impulso verso la guarigione ovvero stimola i meccanismi di autoguarigione propri dell'organismo, incrementando la risposta immunitaria specifica di ciascun soggetto.

A tale scopo vengono utilizzati farmaci omeopatici unitari a bassa, media e alta diluizione o complessi derivati sia dell'omeopatia classica che da acquisizioni farmacologiche più recenti (quali i substrati d'organo di suino, i catalizzatori intermedi, i chinoni ed i vari principi immunostimolanti).

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La strategia terapeutica omotossicologica si sviluppa attraverso le seguenti fasi:

  • Detossificazione del sistema neuro vegetativo, al fine di neutralizzare ed eliminare dalle cellule le tossine specifiche che hanno provocato la patologia;
  • Drenaggio degli organi mesenchimali dalle tossine liberate dal processo di detossificazione con l'attivazione dei tessuti od organi ad attività emuntoriale (pelle, intestino, polmoni, fegato e rene) per l'escrezione aspecifica dei fattori tossici;
  • Modulazione dell'iper-reattività del paziente e della sua situazione psicoattitudinale e comportamentale, nonché dei fattori di stress che provocano situazioni ansiogene;
  • Regolazione la dis-reattività del paziente dove presenta dei segni di blocco con le sue fobie ed i suoi sbalzi d'umore fino all'isolamento sociale;
  • Stimolazione dell'ipo-reattività del paziente che entra nella fase depressiva esogena ed endogena che può svilupparsi nella psicosi e nella schizofrenia in generale;
  • Riequilibrazione del sistema psiconeuroimmunoendocrino e metabolico (PNEI-M) con il meccanismo della regolazione fisiologica e con il ripristino del ritmo sonno veglia. In quest'ultimo caso, si può (ri)mettere in moto l'equilibrio del sistema neuro-vegetativo con la semplice regolazione del metabolismo del paziente in rapporto al suo specifico assetto ormonale.