UTILIZZO DEI COOKIES

Al fine di rendere i propri servizi il più possibile efficienti e semplici da utilizzare, questo Sito fa uso di cookies.

Pertanto, quando si visita il Sito, viene inserita una quantità minima di informazioni nel dispositivo dell'Utente, come piccoli file di testo chiamati "cookie", che vengono salvati nella directory del browser Web dell'Utente.

Esistono diversi tipi di cookie, ma sostanzialmente lo scopo principale di un cookie è quello di far funzionare più efficacemente il Sito e di abilitarne determinate funzionalità.

Questo sito non fa uso di cookies per scopi pubblicitari o di profilazione dell'utenza, bensì utilizza soltanto cookies di tipo tecnico.

I cookie tecnici sono utilizzati per migliorare la navigazione globale dell'Utente. In particolare:

  • misurano l'utilizzo dei servizi da parte degli Utenti, per ottimizzare l'esperienza di navigazione e i servizi stessi;
  • sono necessari per il corretto funzionamento di alcune aree del sito;
  • comprendono sia cookie persistenti che cookie di sessione.

In assenza di tali cookie, il sito o alcune porzioni di esso potrebbero non funzionare correttamente. Pertanto, vengono sempre utilizzati, indipendentemente dalle preferenze dall'utente. I cookie tecnici vengono sempre inviati dal dominio.

Il Titolare non è tenuto a richiedere il consenso dell'utente per i cookie tecnici, poiché questi sono strettamente necessari per la fornitura del servizio.

Argomento:     

09.05.2012 - Dna, onde ed acqua

Il DNA, la sorprendente macromolecola della vita cellulare, rivela proprietà sinora sconosciute, che infrangono la barriera tra materiale e immateriale e tra omeopatia e medicina convenzionale.

L’ultima scoperta, pubblicata sul Journal of Physics, una delle riviste scientifiche più prestigiose del mondo, è avvenuta ad opera di Montagnier (premio Nobel per la Medicina 2008), Aissa, Lavallee e il team di ricerca dei fisici Del Giudice, Vitiello e Tedeschi. La biologia si incontra con la fisica quantistica e si aprono nuovi orizzonti per la medicina. E’ stato, infatti, scoperto che il DNA di microrganismi a vita intracellulare si può formare in assenza di molecole di DNA del microrganismo stesso, in una cellula immersa in una soluzione acquosa di microrganismi così altamente diluita da essere praticamente priva di DNA dei microrganismi (sinora è noto che il DNA si replica a partire dal DNA stesso).

I ricercatori hanno identificato e misurato nella soluzione acquosa onde elettromagnetiche che possono spiegare la "memoria" del DNA dei microrganismi, che, benchè rimossi con ultrafiltrazione, resterebbe nell’acqua. Infatti la soluzione acquosa priva di microrganismi, sottoposta ad alta diluizione in acqua e a forte agitazione meccanica (vortex ad ogni passaggio di diluizione), emette onde ULF (Ultra Low Frequency) che, dopo essere state memorizzate dall’acqua, possono essere trasmesse a una cellula vivente e fungere da quantum imprinting per gli enzimi cellulari addetti alla replicazione del DNA cellulare. Questi "scambiano" l’imprinting elettromagnetico per una molecola di DNA da replicare, formano il DNA del microrganismo e quindi il microrganismo stesso. Per studiare le onde, è stato utilizzato un solenoide (conduttore costituito da un gran numero di spire circolari) che recepisce la componente magnetica della soluzione e la converte in corrente elettrica.

La corrente elettrica, dopo un processo di amplificazione, viene analizzata da un pc con apposito software. Si è scoperto così che l’emissione delle onde elettromagnetiche non segue una legge matematica lineare con relazione proporzionale tra entità delle onde e numero di microrganismi presenti prima della filtrazione, ma l’emissione di onde è un fenomeno "tutto o nulla": si verifica o non si verifica completamente, risultando così strettamente legato alla fisica quantistica e alla struttura dell’acqua.

Inoltre, è stato scoperto che può avvenire uno scambio di informazioni tra soluzioni sottoposte a processi di imprinting e filtrazione, grazie a un campo elettromagnetico agente sulle soluzioni e prodotto dall’interazione delle soluzioni stesse; ciascuna molecola ha quindi un proprio background elettromagnetico che può trasferire ad altre molecole. Esperimenti successivi hanno dimostrato che le onde elettromagnetiche emesse da nanostrutture di dimensione 20- 100 nm (virus, batteri, plasma e piccole sequenze di DNA) sono resistenti a RNAse e DNAse (a differenza delle molecole di DNA) e sensibili a temperature che sono superiori a 70° C e inferiori a -80° C; esse inoltre sono possibili soltanto in presenza di un campo magnetico di fondo con frequenza 7 Hz, presente in ogni regione della Terra (7,83 è la frequenza più bassa della risonanza di Schumann, che rappresenta la comune oscillazione del campo magnetico terrestre), deponendo per un fenomeno di risonanza.

Gli studi di Montagnier e collaboratori sono riproducibili (già confermati in 4 altri laboratori, due a Parigi, a Montreal e in Camerun) e di portata rivoluzionaria: il chimico teorico Jeff Reimers dell’Università di Sydney ha comunicato in un articolo apparso sul NewScientist che, con ulteriori scoperte che confermino questi studi, la comunità scientifica "dovrà rivedere l’intera conoscenza della chimica moderna".

Per la medicina omeopatica potrebbe iniziare una nuova era: si passa dagli studi di efficacia e dalle sperimentazioni con proving, ovvero, con il metodo scientifico fondato da Galileo, a spiegazioni di fisica quantistica sul meccanismo d’azione dei rimedi, preparati con il procedimento di diluizione-dinamizzazione, ideato da Hahnemann.

Fonte: http://www.omeopatiadinamica.it/wordpress/2011/08/omeopatia-scienza/nuove-scoperte-sulla-memoria-dellacqua-e-omeopatia/