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06.05.2012 - Cos'è l'omotossicologia?

Il termine omotossicologia è composto da tre parole: “omo” che significa uomo, “tossico” che deriva da tossina o veleno e in ultimo “logia”, derivante dal greco ‘logos’, che significa studio. Riassumendo, possiamo definire l’omotossicologia come lo studio dell’influenza delle sostanze tossiche sugli esseri umani.

L’omotossicologia è un concetto di facile comprensione, sia per i medici della medicina complementare che per quelli della medicina convenzionale. Sebbene, a prima vista, tali tipi di medicina possano sembrare tra loro opposti, oggi è sempre più evidente che i medici istruiti in maniera convenzionale sono maggiormente aperti nei confronti della medicina omotossicologica e gli omeopati sono meno vincolati alla medicina classica del singolo rimedio. Ciò si deve ai progressi compiuti dalla biologia molecolare, che rendono più evidenti i meccanismi di azione della medicina omotossicologica.

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Il Dr. Hans-Heinrich Reckeweg si può considerare a pieno titolo il padre dell’omotossicologia. Grazie al suo monumentale lavoro e alle sue pubblicazioni, l’omotossicologia è potuta diventare un approccio terapeutico internazionalmente acquisito. Oggi non solo si conosce la teoria, ma si ricorre quotidianamente a farmaci omotossicologici in oltre 70 Paesi nel mondo. Esperti in omotossicologia stanno tuttora conducendo ulteriori, approfondite ricerche a livello mondiale, rendendo l’omotossicologia un approccio accettabile nel quadro della medicina moderna.

Le convinzioni del Dr. Reckeweg hanno incoraggiato numerosi medici tradizionali a trattare i loro pazienti in maniera diversa. Ancora oggi, a oltre 20 anni dalla sua morte, l’omotossicologia si afferma come concetto ben apprezzato nella medicina complementare, che contribuisce ad ampliare la visione della medicina convenzionale. Il Dr. Reckeweg ha così coronato il suo sogno: gettare un ponte tra la medicina complementare e quella convenzionale.

In omotossicologia, studiamo come la presenza di omotossine abbia ripercussioni sulle funzioni cellulari e, di conseguenza, sulle funzioni dell’organismo umano nel suo complesso. La reazione o meno del meccanismo di difesa nei confronti dell’omotossina definisce lo stato clinico in cui versa il paziente. I sintomi sono l’espressione dello sforzo compiuto dal corpo per liberarsi dalle tossine.

Dato che in omotossicologia l’approccio rimane clinico, la ricerca è stata compiuta sulla modalità di azione di questo tipo di farmaci. L’omotossicologia si basa ampiamente sulla medicina convenzionale ed è particolarmente accettabile per quei medici della medicina convenzionale che dispongono di una “mente aperta”, in quanto i meccanismi di azione che stanno alla base del farmaco omotossicologico possono essere spiegati in base ai modelli biologici molecolari della medicina convenzionale.

D’altro canto, in netto contrasto con i farmaci convenzionali, per la maggior parte i farmaci omotossicologici contengono micro dosi o persino nano dosi dei principi attivi e, pertanto, non sono tossici. Pochi effetti collaterali e controindicazioni, nessuna interazione con altre medicine, sicurezza ed efficacia, caratterizzano l’omotossicologia e la classificano come medicina complementare “non aggressiva”. In tal senso, l’omotossicologia sta gettando un ponte tra la medicina complementare e quella convenzionale, mettendo in comunicazione la solida diagnosi medica convenzionale con il trattamento non aggressivo, atossico, della medicina complementare.

IAH - International Academy for Homotoxicology

Fonte: http://www.iah-online.com/cms/iwebs/default.aspx