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16.09.2014 - Le possibilità terapeutiche della Neuralterapia contro i dolori

La neuralterapia è una metodica terapeutica che ricerca i campi di disturbo, zone del nostro organismo che possono provocare un sintomo, una malattia o un’alterazione metabolica. Queste sono: cicatrici, denti, tonsille e seni nasali, plesso sacrale, tiroide, corpi estranei e linee di frattura. Un sintomo cronico o recidivante che si ripresenta ad intervalli regolari di giorni settimane o mesi può essere alimentato da un campo di disturbo.

Le possibilità della neuralterapia sono infinite. Dobbiamo solo saperle cogliere, anche se non sempre è facile individuare il campo di disturbo. Il paziente deve ricordare quando è iniziata una patologia, ma soprattutto cosa è successo prima.

A volte le cicatrici da intervento chirurgico come quelle dell’ernia del disco o dell’ernia inguinale possono creare campo di disturbo nella zona operata e simulare il dolore che il paziente aveva prima. Il risultato, dopo una visita del chirurgo, è la proposta di un nuovo intervento.

È sufficiente infiltrare la cicatrice con una miscela di rimedi omeopatici e soluzione fisiologica per annullare il dolore e ripristinare il giusto equilibrio energetico.

La neuralterapia funziona non solo in modo diretto, ma anche indiretto; infatti, altre possibilità sono quelle per la zona genitale nella donna con mestruazioni dolorose accompagnate da cefalea o dolori lombari durante il ciclo, o per la prostata che può alterare non solo la minzione, ma anche provocare alterazioni a livello circolatorio degli arti inferiori.

Le allergie respiratorie e cutanee come l’asma, la rinite allergica, l’orticaria e gli eczemi sono guariti da infiltrazioni sulla mucosa anteriore alle tonsille e sui seni paranasali. Questi sono campi di disturbo nascosti, nel senso che non danno sinusiti o tonsilliti, ma provocano allergie insensibili a tutte le terapie antistaminiche, cortisoniche o ai cicli di vaccini desensibilizzanti.

La spiegazione è che non sono gli allergeni a provocare le allergie, ma l’attivazione di uno o più campi di disturbo che alterano il giusto equilibrio energetico. L’allergene è solo lo scatenante ultimo, ma l’allergia è qualcosa di sregolato all’interno del nostro organismo. Se così non fosse, tutti noi, respirando i pollini, avremmo un attacco di rinite o asma.