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07.01.2013 - L'intelligenza del cuore

ImmagineJohn e Beatrice Lacey negli anni '60 sono stati fra i primi a condurre una ricerca, durata 20 anni, sul ruolo del cuore nei processi cognitivi, comportamentali e nell'apprendimento. Secondo le ricerche più recenti nel campo delle neuroscienze esiste una relazione stretta fra cuore e cervello.

Il cuore sembra possedere un vero e proprio "cervello" e quindi una sua propria intelligenza. Questo concetto è stato introdotto nel 1991 dal Dr. J. Andrew Armour che definisce il cuore come "un vero piccolo cervello" fornito di un proprio intrinseco sistema nervoso piuttosto complesso che opera e processa informazioni indipendentemente dal cervello e dal sistema nervoso autonomo (SNA). Il gruppo di ricerca del Dr. Armour ha scoperto che il cuore sintetizza e rilascia neurotrasmettitori (norepinefrina e dopamina) che fino a pochi anni fa si pensava fossero prodotti solo dai neuroni del cervello.

Attraverso il sistema nervoso, il sistema ormonale ed altri percorsi, il cuore influenza profondamente il funzionamento del cervello stesso. Il cervello è influenzato e obbedisce ai segnali inviati dal cuore.

Il cuore batte e si forma completamente nell'embrione umano a differenza del cervello che continua a formarsi fino ai vent'anni circa. E' probabilmente per questa sua preesistenza che l'organo cuore influisce primariamente sul cervello piuttosto che assecondarne l'influenza. Il cuore è costituito da oltre 40.000 cellule nervose.

I ricercatori usano il termine "coerenza" per definire uno stato fisiologico altamente efficiente nel quale i sistemi nervoso, cardiovascolare, ormonale e immunitario lavorano efficientemente e armonicamente. Coerenza è uno stato molto simile a quello provato dagli atleti quando si trovano nella cosiddetta "zona". La zona è uno stato di attenzione e di focalizzazione in cui il campo percettivo sensoriale esclude gli elementi circostanti o comunque dà la precedenza ad un oggetto (la palla) o ad una sensazione corporea delimitata (il mio braccio). In questo stato, i rumori (pubblico)sono esclusi così come altre componenti dell'esperienza (altri giocatori, campo). Si ha la sensazione che il tempo sia rallentato e che non esista né passato né futuro, né successo né fallimento, totale assenza di giudizio. I lobi frontali escludono gli stimoli sensoriali provenienti dall'ambiente. L'intenzione è l'unica guida del sistema. In questo stato la mente è nella condizione ottimale per apprendere. Si realizza uno stato di assoluta coerenza. Il ritmo cardiaco influenza il ritmo delle onde cerebrali al punto che schemi ritmici incoerenti del cuore alterano gli schemi delle onde cerebrali. Il cuore è in grado di inviare al cervello informazioni sullo stato emozionale in forma di schemi di frequenza cardiaca, dalla medulla al talamo e all'amigdala. Le informazioni vengono quindi processate dai lobi frontali, l'area cerebrale dell'integrazione delle sensazioni con il ragionamento e di elaborazione dei valori sociali di empatia, solidarietà, e di valutazione del comportamento.

Cuore e cervello comunicano costantemente attraverso ritmi di frequenze: quando il ritmo cardiaco è coerente il cervello reagisce con un miglior funzionamento dell'area corticale e si creano stati di chiarezza mentale, di migliore concentrazione e ragionamento sia logico sia creativo. A sua volta il cervello inviando schemi ritmici coerenti stimola stati emozionali positivi (fiducia, entusiasmo, ecc.).

Secondo i dati delle ultime ricerche i segnali neurologici provenienti dal cuore influenzano direttamente l'attività dell'amigdala e dei nuclei delineando una rapida risposta comportamentale ai pericoli percepiti nell'ambiente e influenzando il processo di memorizzazione degli schemi comportamentali. Segnali incoerenti dal cuore arrivano all'amigdala che valuta lo stato di pericolo secondo l'informazione sensoriale. L'amigdala, se lo stato di pericolo è alto, invia direttamente i segnali al talamo e al SNA piuttosto che ad altri sistemi di elaborazione. Scatta quindi il comportamento di reazione all'emergenza. Un'altra funzione dell'amigdala è quella della memorizzazione degli schemi. Quando un bambino cresce in uno stato di incoerenza delle frequenze si abitua a considerarlo familiare e quindi, paradossalmente, a ricercarlo. L'abitudine a vivere virtualmente forti emozioni, ad esempio attraverso lo schermo, crea una sorta di dipendenza e di ricerca della ripetizione, anche se le emozioni a riguardo sono negative come il terrore, la violenza, il sangue, ecc. Alcuni bambini dicono di amare scene di violenza cruenta e di sangue. Lo stress che deriva da queste attitudini è deleterio e a discapito dei processi dell'apprendimento. Le emozioni negative portano disordine ai ritmi cardiaci e al sistema nervoso autonomo, influenzando quindi negativamente tutto il corpo. Al contrario, le emozioni positive portano maggior armonia e coerenza nei ritmi cardiaci e migliorano l'equilibrio del sistema nervoso.

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Per approfondimenti: Institute of HeartMath